I cookie sono piccoli file memorizzati nel tuo browser. Sono utilizzati per scopi tecnici, funzionali e di analisi. Continuando a navigare nel nostro sito web l’utente acconsente al loro impiego. È possibile modificare le impostazioni dei cookie del browser in qualsiasi momento.

Numero Verde Contattaci su WhatsApp
MSP Italia CONI ASI Ministero Dell'Interno EHFA Aces Europe Europe Active Ministero Del Lavoro e Delle Politiche Sociali Ministero Dell'Ambiente Protezione Civile

Mal di schiena alla guida: cosa fare per evitarlo

Mal di schiena alla guida: cosa fare per evitarlo

La colonna vertebrale

La colonna vertebrale è una struttura osteo-cartilaginea che, insieme alle coste e alle scapole, rappresenta lo scheletro del tronco. La colonna vertebrale si compone di 33/34 vertebre (7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4/5 coccigee).

Tutte le vertebre presentano un corpo vertebrale anteriormente, e un arco vertebrale posteriormente. Dall’arco vertebrale si dipartono tre processi ossei, due di loro diretti lateralmente che prendono il nome di apofisi trasverse e uno mediano posteriore chiamato processo spinoso della vertebra.

Dall’arco vertebrale si dipartono superiormente e inferiormente delle formazioni ossee chiamate processi articolari aventi in apice delle faccette articolari grazie alle quali ogni vertebra si articola con la vertebra sottostante e soprastante.

La parte dell’arco vertebrale più vicina al corpo vertebrale presenta sia superiormente che inferiormente delle incisure (quella superiore più pronunciata di quella inferiore) che al momento della sovrapposizione delle vertebre formano dei fori chiamati fori intervertebrali da cui passano le 33 paia di nervi spinali a partenza dal midollo spinale.

Il corpo anteriormente, insieme all’arco posteriormente creano una sorta di anello che delimita il foro vertebrale. Mettendo tutte le vertebre una sull’altra, come lo sono nella colonna vertebrale, l’insieme dei fori vertebrali costituisce il canale vertebrale che ospita il midollo spinale.

Tra una vertebra e la successiva (fatta eccezione per la prima e la seconda vertebra cervicale) è situata una struttura fibrocartilaginea di forma discale che prende il nome di disco intervertebrale.

Dal punto di vista funzionale la colonna vertebrale in proiezione sagittale si presenta rettilinea mentre in proiezione latero-laterale presenta 4 curve che, procedendo in senso cranio-podalico (dall’alto in basso) prenderanno il nome di lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare e cifosi sacro-coccigea.

La colonna vertebrale si articola superiormente con le scapole che si articolano con l’omero; inferiormente, invece, la colonna vertebrale si articola con le pelvi di destra e di sinistra. Le ossa pelviche di destra e di sinistra insieme all’osso sacro costituiscono il bacino.

Postura alla guida

Con il termine postura alla guida intendiamo la posizione che il nostro corpo assume mentre guidiamo. Quando siamo alla guida la nostra colonna vertebrale non riesce a mantenere le sue curve fisiologiche. Più in dettaglio:

  • la forma dello schienale della macchina, insieme alla distanza dalla pedaliera che ci obbliga a tenere gli arti inferiori semidistesi, induce un annullamento o almeno una riduzione della lordosi lombare.
  • il dovere mantenere alta l’attenzione visiva durante la guida ci porta, senza che ce ne accorgiamo, ad anteporre il capo e a ipercifotizzare la colonna vertebrale dorsale.
  • a questo aggiungiamo che la stanchezza fisica tenderà ad accentuare tali alterazioni posturali.

Queste deviazioni rispetto a quelle che invece sono le curve fisiologiche della colonna vertebrale producono dei sovraccarichi muscolo-legamentosi e articolari che possono tradursi in dolenzie diffuse a varie altezze della colonna vertebrale.

Le più diffuse di queste dolenzie sono riferite alla regione cervicale e lombare.

Quali possibili soluzioni?

La soluzione per evitare l’insorgenza di questi dolori è:

  1. Praticare regolarmente attività fisica mirata al miglioramento della forza resistente e dell’ elasticità di tutta la muscolatura del tronco. Una muscolatura più resistente ed elastica ci permette di cedere più tardi alla stanchezza (che ricordiamo accentua le alterazioni posturali);
  2. Prendere coscienza di una postura corretta alla guida attraverso un programma motorio mirato.
  3. Effettuare dei semplici esercizi di mobilità articolare mentre siamo al volante.

Data la necessità di una discussione approfondita per trattare bene i primi due punti oggi ci concentreremo sul punto 3.

Semplici esercizi di mobilità articolare mentre siamo al volante

Esercizio n. 1 (parte lombare della colonna vertebrale): Siamo seduti al volante, con i piedi appoggiati sui pedali. Iperesendiamo la parte lombare della schiena (cercate di portare il sedere più indietro e in alto possibile), manteniamo questa posizione 1 secondo e torniamo nella posizione iniziale. Ripetete 4-5 volte se potete se no fin quando non dovete ripartire.

Esercizio n. 2 (parte cervicale della colonna vertebrale): Siamo seduti al volante, con i piedi appoggiati sui pedali. Appoggiamo la nuca al poggiatesta del sedile, adesso, senza mai staccare la nuca dal poggiatesta, cerchiamo di fare toccare la regione cervicale contro il poggiatesta. Mantenete la posizione per 1 secondo e poi tornate alla posizione iniziale. Ripetete 4-5 volte se potete, altrimenti fin quando non dovete ripartire.

Esercizio n. 3 (parte dorsale della colonna vertebrale): Siamo seduti al volante, con i piedi appoggiati sui pedali. Iperestendiamo tutta la schiena il più che possiamo. Mantenete la posizione assunta 1 secondo e poi tornate alla posizione iniziale. Ripetete 4-5 volte se potete, altrimenti fin quando non dovete ripartire.

Esercizio n. 4 (allungamento di tutta la colonna vertebrale): Dalla posizione in cui sieamo, appoggiamo la nuca al poggiatesta del sedile, adesso, senza mai staccare la nuca dal poggiatesta, cerchiamo di fare toccare la regione cervicale contro il poggiatesta. Mantenendo questa posizione, inspiriamo poco più del normale. Appena abbiamo finito di inspirare spingiamo con entrambe le mani sullo sterzo (come se lo dovesssimo avvicinare al contachilometri) mentre espiriamo. Cerchiamo di terminare l’espirazione in 6-8 secondi. Sia l’inspirazione che l’espirazione devono essere rilassate e mai eseguite con forza. Sentirete la colonna vertebrale allungarsi. Ripetete 2-3 volte se potete, altrimenti fin quando non dovete ripartire.

Giuseppe CrisafulliA cura di Dr. Giuseppe Crisafulli
Visualizza tutti i suoi articoli