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Cos'è il Functional Training o l'Allenamento Funzionale

Cos'è il Functional Training o l'Allenamento Funzionale

Introduzione al Functional Training o Allenamento Funzionale

Oggi è sulla bocca di tutti, con le varie sfumature quali il Crossfit, il Suspension Training, il Tacfit, il Primal Move, il Circuit Training e chi più ne ha più ne metta.

Stiamo parlando di quei programmi di allenamento che spopolano nel centri fitness e non solo, anche all’aperto. Anzi meglio ancora se c’è la possibilità di potersi muovere e fare attività fisica in spazi aperti a contatto con la natura, perché non siamo vincolati all’utilizzo di nessun macchinario, ma possiamo utilizzare solo qualche piccolo attrezzo per eseguire appunto un allenamento funzionale. Ma cos’è l’allenamento funzionale?

Cos’è il Functional Training o Allenamento Funzionale

Sembra esser la moda del momento, ma non è così! Direi proprio di no, è solo una riscoperta delle origini. Dicevamo prima che nel Functional Training si può tranquillamente fare a meno degli ingombranti macchinari della sala pesi, io aggiungo che si deve farne a meno! Scusate, ma che attrezzi e quali macchinari aveva l’uomo primitivo? Nessuno, se pensiamo alla concezione moderna di pesi e macchinari. In realtà il primo “attrezzo” dell’uomo è stato il suo corpo!

Ebbene sì, che poi a pensarci bene è ciò che ritroviamo proprio Functional Training o Allenamento Funzionale, e quindi nel bodyweight, nel flowfit e compagnia bella. Gli esseri umani, i nostri antenati, fin dagli albori hanno imparato per necessità a sviluppare una serie di abilità e pattern motori per poter sopravvivere, possiamo dire che sono stati quasi obbligati, perché nel mondo chi non si adatta non sopravvive, la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin vi ricorda qualcosa?

L’uomo dell’età della pietra si muoveva abitualmente nel suo habitat naturale, ed inconsapevolmente forse apprendeva schemi motori e capacità coordinative che ha tramandato per centinaia di migliaia di anni. Pensiamo alle azioni che esso era capace di compiere e che quotidianamente doveva migliorare, ad esempio: la corsa per inseguire una preda, o per fuggire da animali predatori; il salto per superare ostacoli, torrenti ecc. e l’arrampicata per salire sugli alberi o scalare delle rocce.

In cosa consiste il Functional Training o Allenamento Funzionale

Fin dal principio dell’uomo sono stati presenti i movimenti fondamentali Accovacciarsi (squatting), Piegarsi (bending), Allungarsi in affondo (lunging), Tirare (pulling), Girarsi (twisting), Spingere (pushing), Spostarsi e cioè Camminare (walking), Correre (running), Strisciare (crawling) secondo schemi locomotori "terrestri".

Tutto questo ha impegnato l’uomo per moltissimi anni ed ha lasciato una formidabile eredità nel codice genetico umano, tuttavia questa evoluzione durata praticamente fino al XX secolo ha subito un brusco arresto a causa dello sviluppo tecnologico, e ancor di più per effetto di un modello estetico da imitare, ricercare e raggiungere ad ogni costo, che richiedeva (ma richiede anche al giorno d’oggi, ahimè) l’esecuzione di esercizi analitici.

Dopo centinaia di migliaia di anni l’essere umano è stato privato dei suoi movimenti globali, acquisiti e raffinati fin dalle origini per esser messo di fronte ai macchinari della sala pesi, grazie al potere della pubblicità. Con il solo scopo del mito del modello estetico, senza più concepire il movimento in catene cinetiche, senza più eseguire gesti e movimenti multiplanari, tralasciando completamente la sfera propriocettiva che invece è alla base del Functional Training o Allenamento Funzionale.

Perché scegliere esercizi funzionali

Nel movimento guidato e stereotipato della maggior parte degli attrezzi si perdono totalmente i schemi motori, ci sarà un adattamento costante in relazione ai movimenti analitici e ripetuti, il rischio dello stallo e overtraining è praticamente assicurato. Nel breve termine ci saranno modesti risultati ma poi nulla più.

Giusto per fare un esempio, capita quotidianamente sotto i nostri occhi, in qualsiasi palestra, in qualsiasi momento, di vedere il maschio alfa di turno intento a pompare i bicipiti con un curl magari alla panca Schott; quando invece per coinvolgere l’intera catena cinetica si potrebbe eseguire una “girata al petto”, con una spinta che parte dalle gambe, viene poi trasferita al tronco e alle braccia. Ecco la differenza fra un esercizio globale ed uno analitico.

E dunque solo se ragioniamo in termini di esercizi funzionali, avremo sicuramente un incremento delle capacità organico muscolari grazie all’infinita variabilità di movimenti, grazie al coinvolgimento di catene cinetiche e di diversi distretti muscolari che, attivando i muscoli stabilizzatori, oltre che gli agonisti ed antagonisti, permetteranno lo sviluppo ed il miglioramento della performance, qualsiasi sia lo sport o disciplina in questione.

Il Functional Training o Allenamento Funzionale garantisce l’aumento del ROM; Il miglioramento dell’efficienza neuromuscolare e dei meccanismi energetici più produttivi, ad esempio, grazie ad un lavoro “intervallato” dal punto di vista metabolico; inoltre favorisce il recupero e stimola il reale processo di supercompensazione e non solo con l’aumento banale del carico, come spesso si vede in sala pesi.

Ma ad esempio con l’utilizzo del metodo HIIT dove i parametri variabili sono molteplici:

  1. Tempo totale, inteso come volume di lavoro di un singolo allenamento
  2. Intensità, in base alla FCmax, e da cui impostare un certo ritmo con picchi molto alti di VO2 max (massimo consumo di ossigeno utilizzabile dal nostro organismo) per massimizzare la Potenza Aerobica
  3. Recupero ridotto fra i vari esercizi
  4. Tipologia di allenamento specifica per un determinato sport e mai come in questo caso funzionale al gesto atletico
  5. Numero delle Serie e delle Ripetizioni
  6. Un’eventuale Recupero completo alla fine di ciascuna serie

Uno dei più famosi protocolli è il TABATA: basato su un lavoro scientifico del Prof. Izumi Tabata (1996), che prevede 20 secondi di esercizio ultra-intenso, svolto al 170% del VO2max (circa), seguiti da 10 secondi di riposo. Il loop deve essere ripetuto per 4 minuti, così da svolgere 8 picchi di attività ultra-intensa. È stata proposta anche una variante con 40 secondi di lavoro e 20” di riposo.

Con il Functional Training o Allenamento Funzionale alleno la “FunzionAbilità”, con l’allenamento tradizionale il Funzionamento.

Ed ancora, il Functional Training permette di stimolare attivamente quelle abilità atte a trarre un vantaggio funzionale dall’esatta posizione del corpo, nel momento adeguato, con la velocità ottimale, e con la corretta sequenza di attivazione. Dal canto suo il semplice e ripetitivo allenamento tradizionale mira nella migliore delle ipotesi a incrementare Forza, Resistenza e Velocità, ma in maniera indipendente e non sinergica!

Rinforzare analiticamente un muscolo, nell’ottica globale di movimento servirà a ben poco, in tal caso il muscolo in questione, ad esempio il bicipite di cui sopra non avrà supporto, mancherà dell’aiuto dei stabilizzatori. Per dirla in parole povere sarebbe come sollevare un’automobile avendo a disposizione un potentissimo crick . . . poggiato sulla sabbia.

Conclusioni

Finalmente è giunta l’ora di superare certi stereotipi, con l’Accademia Italiana Fitness avrete la possibilità di imparare tutte le metodiche del Functional Training. Nulla sarà più precluso, i corsi proposti si suddividono in due livelli proprio per trattare con attenzione e precisione le varie tematiche.

Dario GiuberiA cura di Dr. Dario Giuberi
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