I cookie sono piccoli file memorizzati nel tuo browser. Sono utilizzati per scopi tecnici, funzionali e di analisi. Continuando a navigare nel nostro sito web l’utente acconsente al loro impiego. È possibile modificare le impostazioni dei cookie del browser in qualsiasi momento.

Contattaci su Telegram Contattaci su Facebook Contattaci su WhatsApp
Numero Verde Contattaci su Telegram Contattaci su Facebook Contattaci su WhatsApp
ASI Ministero Dell'Interno FormaC Ministero Della Regione Europe Active Europe Active Europe Active Yoga Alliance Ministero Del Lavoro e Delle Politiche Sociali Fondo sociale europeo Accredia Ministero Dell'Ambiente Protezione Civile FIN FISDIR FIT MSP CSI CSEN FitnessWork Performance Training Opes MIUR Europeo

Esercizio fisico: la chiave del dimagrimento

Esercizio fisico: la chiave del dimagrimento

Il costante aumento di sovrappeso e obesità rappresenta un problema in forte crescita nonostante le strategie messe in atto per invertire questa tendenza. Dagli anni ’80 la prevalenza di sovrappeso e obesità è più che triplicata in molti Paesi Europei, con un concomitante aumento dei tassi di patologiea carattere metabolico e cardiovascolare.Parallelamente, comportamenti scorretti, come scarsa o mancata attività fisica, eccesso di cibo ecattiva alimentazione, fumo e consumo eccessivo di alcol, sembrano essere la principale causadell’eccesso di peso e dell’insorgenza di malattie non trasmissibili, come diabete, ipertensione,malattie cardiovascolari, sindrome metabolica ecc. In particolare, le conseguenze della mancanza di esercizio si ripercuotono in modo significativo sulla salute con unpesante impatto negativo in termini di costi per il sistema sanitario Nazionale. È evidente allora che ridurre sovrappeso e obesità diventa un obiettivo prioritario, come testimoniala copiosa attività di ricerca in questo ambito, volta a sostenere, in primo luogo, un cambiamento distile di vita in ogni fascia di età e di conseguenza benefici significativi per la salute.

I professionisti del movimento svolgono un ruolo fondamentale nel prescrivere e somministrare la giusta dose di attività fisica a ciascun individuo, tenendo conto del limite oltre il quale il grasso ineccesso, non è più solo un problema estetico, ma diventa la causa principale di diverse patologie.Il tessuto adiposo: riserva di grasso e organoendocrinoSe lo si guarda con gli occhi di un vecchio fisiologo,il tessuto adiposo è deputato soprattuttoall’accumulo di grasso, sotto forma di trigliceridi.Rosell et al. hanno evidenziato che vi sonodue tipi distinti di tessuto adiposo, bianco e bruno,che svolgono ruoli specifici. Gli adipociti del tessuto adiposo bianco,sono cellule di forma sferica, di grandi dimensioni,formate da una singola grande goccia lipidica,contenente per lo più trigliceridi. Il tessuto adiposobianco, oltre ad avere la funzione principale dideposito, svolge un ruolo importante come organoendocrino.Gli adipociti del tessuto adiposo bruno,sono cellule di forma diversa, di dimensioni piùpiccole, formate da tante piccole gocce lipidiche della stessa natura. Il tessuto adiposo bruno, oltre afungere da deposito, viene principalmente coinvolto nella produzione di calore da partedell’organismo.Studi precedenti hanno identificato il ruolo endocrino del tessuto adiposo e hanno definito gliadipociti cellule altamente specializzate coinvolte nella secrezione di molecole che modulano lafunzionalità del tessuto adiposo e di altri organi distanti, come il fegato, il muscolo scheletrico o il cervello. Queste molecole, note come adipochine, possono agire in maniera autocrina, paracrina e/o endocrina esvolgere numerosissime funzioni. 

Tipologie di tessuto adiposo, bianco, bruno. La funzione endocrina dell’organo adiposo è ben illustrata dalla secrezione della leptina e dell’adiponectina, entrambe importanti nella regolazione del metabolismo energetico. Nello specifico, la leptina è un’adipochina prodotta nel tessuto adiposo che agisce sui recettoridell’ipotalamo per diminuire l’appetito, aumenta la spesa energetica e favorisce la riduzione dellamassa grassa; l’adiponectina, con la sua azione antinfiammatoria e vasoprotettiva, previene lemalattie cardiovascolari e il diabete di tipo II, aumenta i livelli di colesterolo HDL, riduce la sintesidi trigliceridi e favorisce la riduzione della massa grassa.Le gocce lipidiche presenti negli adipociti, sono come serbatoi di carburante, i cui trigliceridi (TG) prima di essere utilizzati, devono essere idrolizzati (scissi) in acidi grassi (FFA) e glicerolo (GLYC), mediante una reazione sottoposta a controllo ormonale, nota come lipolisi.Gli FFA liberati dalla lipolisi, vengono rimossi dall’adipocita e rilasciati nel torrente ematico per poiessere trasportati, dalla proteina plasmatica albumina, o nel fegato, per produrre altri TG o nelmuscolo per essere utilizzati come combustibili metabolici per fornire energia (trasporto degli FFA dentro il mitocondrio e ossidazione degli FFA tramite B-ossidazione e ciclo di Krebs).Il GLYC, viene captato e metabolizzato dal fegato per poi essere convertito in piruvato (glicolisi) oin glucosio (gluconeogenesi). 

La lipolisi è un processo metabolico che prevede la scissione dei TG in FFA e GLYC. Metabolismo e bilancio energeticoIl bilancio energetico dell’organismo è dato dalla differenza tra l’energia introdotta nell’organismocon l’alimentazione (energia in ingresso) e l’energia spesa, o sotto forma di calore, o utilizzata percompiere lavoro (energia in uscita). È possibile controllare l’energia in ingresso facendo attenzione all’alimentazione. In quanto all’energia in uscita, una parte di essa è data dalla spesa energeticaobbligatoria relativa al funzionamento delle cellule e degli organi (metabolismo basale); una parte èdata dalla quantità di energia spesa per la digestione degli alimenti (termogenesi indotta dalla dieta,TID); la parte restante di energia in uscita è quella data dall’attività fisica.In sostanza, la maggior parte dei processi dell’organismo che consumano energia non sono sotto il controllo cosciente, pertanto la modalità con cui è possibile aumentare volontariamente la spesaenergetica è attraverso l’esercizio fisico.Esercizio fisico e dimagrimento. Il dimagrimento è un obiettivo non facile da raggiungere. L’esercizio fisico di nuova generazione puòrappresentare l’ago della bilancia per il successo nel dimagrimento molto prima del controlloalimentare. Solo una volta verificata l’incidenza dell’allenamento, si potrà procedere con il controllodell’alimentazione. In definitiva, l’esercizio fisico è tra i fattori realmente vincenti, perchè in grado di agire sui meccanismi fisiologici coinvolti nel processo di dimagrimento. 

E’ interessante notare che durante l’attività fisica cambia la secrezione di numerosi ormoni coinvolti nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei grassi (fonti principali di energia). Nello specifico, durante l’esercizio, aumenta la concentrazione plasmatica di glucagone, cortisolo, catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e ormone della crescita che promuovono la lipolisi; contrariamente, la secrezione di insulina, antagonista della lipolisi, diminuisce. Le percentuali possono variare da soggetto a soggetto. Per la programmazione dell’allenamento esiste una fascia ottimale di intensità in cui il tasso di ossidazione degli acidi grassi raggiunge il picco, che corrisponde a valori compresi tra il 55 e il 75% del VO2max (si ossidano in media 0.5-0.6gr di tessuto adiposo ogni minuto).Relativamente alle tipologie di esercizio, l’allenamento aerobico è in grado di indurre un elevato dispendio calorico durante l’attività, ma non agisce favorevolmente sulla secrezione ormonale,sull’EPOC e sull’RMR, mentre l’allenamento con sovraccarichi e/o con vibrazioni meccaniche creaun dispendio calorico medio-alto dipendente dal tipo di allenamento, EPOC alto proporzionaleall’intensità di esercizio, aumento dell’RMR e del BMR (in relazione al sesso). 

Per impostare un programma di allenamento per il dimagrimento è indispensabile eseguire, in primo luogo, una valutazione della composizione corporea (quantità e localizzazione del tessuto adiposo), dello stato di idratazione, del livello di muscolarità, del metabolismo e del modello alimentare del soggetto, con l’ausilio di strumenti specifici. Solo in un momento successivo sarà possibile testare le capacità metaboliche e neuromuscolari del soggetto e creare in lui le condizioni fisiche ottimali per raggiungere il successo. 



A cura di Dr. Giuseppe Penna
Visualizza tutti i suoi articoli
Scopri di più sul Corso Preparatore Atletico